N.B.S: SOLUZIONE PER UN FUTURO PIÙ SOSTENIBILE

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Puntare a un futuro più ecosostenibile e in armonia con la natura è oggi possibile grazie alle conoscenze e capacità acquisite dall’uomo nell’arco dei secoli. Il sistema Terra è caratterizzato da un’eccezionale capacità di generare flussi energetici e materiali indispensabili per il sostentamento vitale del pianeta in modo del tutto autonomo. Molte volte questi cicli vengono interrotti dall’attività umana che, tramite comportamenti irresponsabili, causa gravi danni al sistema ambiente. Secondo i dati della World Bank negli ultimi due decenni oltre 4 miliardi di persone sono state colpite da disastri naturali, causando oltre un miliardo di morti e altrettanti gravi perdite nel settore economico.

Un eventuale connubio fra uomo e natura potrebbe creare i presupposti per alleviare gli effetti dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici. Come può l’essere umano mitigare questi fenomeni attraverso metodi del tutto naturali? La risposta si può trovare nelle natural based solutions (NBS).

La Commissione Europea definisce questi metodi come “soluzioni ispirate alla natura e da essa supportate. Sono convenienti e forniscono benefici ambientali e socio-economici, creando resilienza; tali soluzioni apportano una presenza maggiore, e più diversificata, della natura nonché delle caratteristiche e dei processi naturali nelle città e nei paesaggi terrestri e marini, tramite interventi sistemici adattati localmente ed efficienti sotto il profilo delle risorse. Le soluzioni basate sulla natura devono giovare alla biodiversità e supportare l’erogazione di una serie di servizi ecosistemici.”

Analizzando l’aspetto pratico è possibile comprendere con maggior chiarezza questi sistemi attraverso degli esempi. La World Bank si impegna a creare programmi nei Paesi in via di sviluppo, e non solo, con l’obiettivo di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici attraverso le NBS. Dal 2012 ha sostenuto oltre 100 progetti in 60 Paesi con lo scopo di perseguire i 17 obiettivi dell’Agenda 2030.

A Colombo, Sri Lanka, sono state inserite in contesti urbani delle aree umide come opera di ritenzione idrica in caso di alluvioni. La rapida urbanizzazione e la mancanza di una pianificazione adeguata delle città hanno comportato una diminuzione della capacità di assorbimento delle precipitazioni da parte del suolo, incrementando il livello di degrado sociale ed economico. Ciò è stato superato grazie all’inserimento di aree verdi capaci di assorbire le piogge. Queste ultime una volta raccolte possono essere riutilizzate nell’ambiente urbano per soddisfare le richieste di acqua dei vari servizi presenti.

Il problema degli alluvioni non riguarda solamente le città dello Sri Lanka o dei Paesi in via di sviluppo, anzi, nell’ultimo decennio anche il nostro territorio è stato colpito da molti fenomeni simili, creando molteplici disagi. Secondo il rapporto dell’ISPRA 2018, “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio”, oltre nove milioni di abitanti sono residenti in aree esposte a rischio di alluvioni. Da ciò emerge come sia necessario prendere dei provvedimenti per limitare i danni da inondazioni anche nel nostro territorio. L’inserimento di aree verdi potrebbe condurre a benefici sotto molti punti di vista.

Oltre alla prevenzione di alluvioni urbani, le soluzioni naturali sono state utilizzate per prevenire le inondazioni ed erosioni delle coste. Gli strumenti maggiormente utilizzati sono: le dune, le paludi salmastre e alcune specie di piante, come per esempio la mangrovia. Le aree verdi sono in grado di migliorare la qualità dell’aria (tramite la fotosintesi infatti riescono ad assorbire la CO2 e altri gas emessi dall’uomo), regolare il microclima urbano e fornire servizi di depurazione naturale delle acque (fitodepurazione, tema trattato con l’articolo del 21 dicembre 2020). Inoltre, offrono l’opportunità di creare zone di ricreazione e svago per i cittadini.

Nel territorio fiorentino è presente una realtà specializzata nell’applicazione delle soluzioni naturali in vari contesti, quali: agricoli, turistici e urbani. I progetti vertono maggiormente nella raccolta delle acque di scarico delle diverse attività, in seguito viene utilizzata la fitodepurazione per l’estrazione delle sostanze chimiche e biologiche in eccesso rispetto ai parametri prefissati dalla legge. I progetti sono stati applicati prevalentemente nel territorio italiano, ma l’azienda ha partecipato anche a programmi internazionali con lo scopo di portare le proprie conoscenze in territori in cui emergono delle difficoltà nella gestione delle risorse ambientali. La maggior parte dei progetti portati a termine hanno dimostrato come le NBS possano essere dei validi strumenti per la gestione delle acque e la riqualificazione del territorio. Nonostante i tanti benefici che si possono ricavare da queste soluzioni, purtroppo ancora prevale una visione antropocentrica. L’uomo modella la natura in funzione dei suoi bisogni, partendo dal presupposto che determinate risorse siano presenti in modo illimitato in natura. Ma così non è. Per questo motivo è necessaria una riflessione sul rapporto uomo – natura, in fin dei conti il nostro pianeta dispone di tutti gli strumenti per sostenere i propri cicli, sta all’uomo decidere come utilizzarli.

In conclusione, le soluzioni basate sulla natura danno la possibilità di migliorare il benessere generale nelle differenti circostanze in cui vengono applicate, offrendo anche l’opportunità di rigenerare zone che si trovavano in uno stato di degrado e pianificando le aree urbane sotto la filosofia di smart cities.

Lisa Pieroni

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